Il cellulare, in alcuni casi, potrebbe rivelarsi un'arma efficacissima per offrire risposte rapide in caso di emergenze legate a patologie da parassiti. In che modo? Semplice. Controllando i dati sul traffico dei telefonini si potrebbe infatti monitorare i tassi di infezione e diffusione delle infezioni, visto che questi sono influenzati dagli spostamenti. A valutare questa ipotesi saranno i ricercatori del Policlinico di Milano insieme a scienziati della Università di Stanford.
Niente test ultrafini, nessun procedimento invasivo. Per la diagnosi precoce del tumore un aiuto potrebbe venire dalle capacità di alcuni vermi di riuscire a percepire attraverso il loro olfatto la presenza di composti rilasciati nelle urine dei soggetti che presentano una neoplasia. I vermi "detective" sono quelli della famiglia dei Caenorhabditis elegans e lo studio sulla loro capacità di individuare la presenza di neoplasie nelle urine dei malati è testimoniata da una studio condotto in Giappone e pubblicato sulla prestigiosa rivista Plos One. Addirittura i ricercatori orientali hanno dato un nome alla nuova tecnica diagnostica del tutto non invasiva: Nematode Scent Detection Test. In pratica l'esame si svolge in maniera molto semplice. I piccolissimi vermi si avvicinano alle gocce d'urina di chi è malato di tumore, mentre non hanno alcuna reazione quando vengono posti in prossimità di urine provenienti da persone sane. L'originale test è stata valutato su quasi 250 volontari, un decimo dei quali era effettivamente malato di tumore. La positività della risposta al test si è avuta nel 95,8 per cento dei pazienti con tumore, a prescindere dalle sedi in cui si era sviluppata la neoplasia: i vermi hanno riconosciuto sia casi di tumore allo stomaco che alla prostata, oltre che alla mammella e al pancreas. Ora si tratta solo di "approfondire" le ricerche, per tentare di capire se esistono stimoli odorosi particolari per i vermi in caso di specifici tumori. Ma la ricerca va avanti a grandi passi.