La pneumologia si concentra sulle allergie alimentari in relazione al loro rapporto con le malattie respiratorie e in particolare con l'asma. Tra le allergie, quella a cui è necessario fare più attenzione sia nel caso di bambini, sia per gli adulti, è quella alle uova.
«L'allergia alle uova, infatti, - spiega Nunzio Crimi ordinario di Pneumologia all'università di Catania - è spesso collegato alle allergie respiratorie nei bambini. I pazienti, anche adulti, che hanno problemi con alcuni alimenti e anche asma rischiano maggiormente reazioni anafilattiche. Chi assomma in sé questi disturbi ricorre sei volte di più al pronto soccorso per le forme più gravi di asma». Gli esperti hanno steso un elenco degli alimenti. Per i bimbi da 0 a 3 anni sono latte e uova, con eczema, orticaria, vomito, diarrea. Da 1 a 3 oltre al latte e le uova anche le nocciole e arachidi. Nella fascia 3-4 anni si aggiungono il grano, la soia e la frutta, provocando disturbi gastrointestinali, asma, rinite ed eczema.
«I segnali - aggiunge Crimi - si dividono in sintomi gastrointestinali, cutanei, respiratori e asma bronchiale fino allo choc anafilattico. I fattori che provocano principalmente le allergie sono il consumo eccessivo di un cibo ma anche una predisposizione genetica». Nei Paesi scandinavi si segnala un aumento di allergia al pesce, negli Usa alle arachidi, nei Paesi mediterranei a crostacei e molluschi, le lumache in Portogallo, il sedano nella Svizzera tedesca, la frutta fresca e i vegetali nell'Europa del Sud.
venerdì 8 maggio 2015
Se asma e rinite derivano da allergie alimentari
La pneumologia si concentra sulle allergie alimentari in relazione al loro rapporto con le malattie respiratorie e in particolare con l'asma. Tra le allergie, quella a cui è necessario fare più attenzione sia nel caso di bambini, sia per gli adulti, è quella alle uova.
«L'allergia alle uova, infatti, - spiega Nunzio Crimi ordinario di Pneumologia all'università di Catania - è spesso collegato alle allergie respiratorie nei bambini. I pazienti, anche adulti, che hanno problemi con alcuni alimenti e anche asma rischiano maggiormente reazioni anafilattiche. Chi assomma in sé questi disturbi ricorre sei volte di più al pronto soccorso per le forme più gravi di asma». Gli esperti hanno steso un elenco degli alimenti. Per i bimbi da 0 a 3 anni sono latte e uova, con eczema, orticaria, vomito, diarrea. Da 1 a 3 oltre al latte e le uova anche le nocciole e arachidi. Nella fascia 3-4 anni si aggiungono il grano, la soia e la frutta, provocando disturbi gastrointestinali, asma, rinite ed eczema.
«I segnali - aggiunge Crimi - si dividono in sintomi gastrointestinali, cutanei, respiratori e asma bronchiale fino allo choc anafilattico. I fattori che provocano principalmente le allergie sono il consumo eccessivo di un cibo ma anche una predisposizione genetica». Nei Paesi scandinavi si segnala un aumento di allergia al pesce, negli Usa alle arachidi, nei Paesi mediterranei a crostacei e molluschi, le lumache in Portogallo, il sedano nella Svizzera tedesca, la frutta fresca e i vegetali nell'Europa del Sud.
mercoledì 6 maggio 2015
Allergia, probiotici alla madre per proteggere il bimbo
Arrivano nuove informazioni per la prevenzione delle manifestazioni allergiche. Si tratta di indicazioni estremamente interessanti, che possono essere definite vere e proprie linee-guida. Giungono da una ricerca condotta a Toronto, Tokyo e Roma, e sono state pubblicate sul World Allergy Organization Journal. In sintesi, ecco quanto emerge dallo studio clinico: per allergie alimentari, asma, rinite e dermatite atopica si può effettuare una prevenzione prenatale attraverso l'azione dei probiotici ingeriti dalla madre. Questa sintesi è il risultato di un'analisi che ha considerato 15 studi sull'eczema atopico nei bimbi, ventuno trials su donne in gravidanza, otto lavori sull'asma e ben 622 ricerche sui possibili effetti indesiderati del trattamento. Le ricerche hanno messo in luce l''utilità del trattamento per le manifestazioni cutanee allergiche, come eczema e dermatiti, e un effetto meno significativo ma comunque presente sulle altre patologie di natura allergica. Secondo le nuove linee guida "i probiotici danno risposte immuni e il loro uso integrato può essere proposto come intervento preventivo. Secondo Alessandro Fiocchi, responsabile dell'Allergologia dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma, "I pediatri, oltre alla vitamina D, inizieranno a suggerire alle madri di utilizzare probiotici per abbassare i rischi di allergia dei loro figli".
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