Tumore al seno, studio italiano promuove la mammografia 3D
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Tecnicamente permette di avere a disposizione immagini in due dimensione della mammella da angolazione diverse. Queste immagini vengono poi ricostruite da un particolare programma che le rende disponibili in tre dimensioni, e quindi può offrire dati più precisi della classica mammografia in due dimensioni. Questa la teoria che sta dietro alla tomosintesi mammaria, o mammografia 3D, già impiegata in diversi centri italiani. Ora uno studio italiano offre robuste certezze scientifiche agli assiomi tecnici. Secondo la ricerca, apparsa su Lancet Oncology, questo esame potrebbe arrivare a modificare le attuali strategie di diagnosi nello screening mammario. La ricerca, che ha coinvolto 7292 donne di età media di 58 anni tra Verona e Trento, ha consentito di acquisire sia l'immagine mammografia classica in 2 D che quella in 3D. Nel corso dello screening sono state identificate 59 forme tumorali. Ma ciò che più colpisce è che la tomosintesi, appunto l'esame tridimensionale, ha consentito di individuare 20 tumori sui 59 totali, colti solo con questo controllo. Inoltre il test ridurrebbe i falsi positivi. Rimangono comunque da superare alcuni aspetti: innanzitutto per la donne aumenta l'esposizione ai raggi necessari per questo esame, poi non va sottovalutato il costo di una macchina nuova, che va previsto e ammortizzato.
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A volte non contano né l'età né la preparazione scientifica per realizzare passi avanti in medicina, ma solo un grande desiderio di capire. Potrebbe essere questa la spiegazione alIa vicenda di Jack Andraka, giovanissimo americano che è arrivato a identificare un nuovo test per individuare precocemente il carcinoma del pancreas. A spingere Jack alla ricerca è stata la morte dello zio per questa forma tumorale. Gli "studi" del giovanissimo ricercatore si sono sviluppati su internet, dove Jack ha dapprima trovato una banca dati di circa 8000 proteine potenzialmente correlate con il tumore del pancreas. Una di queste, chiamata mesotelina, è risultata interessante. Per questo il giovane ha sviluppato un test specifico, per individuarla in fase precoce, che ha subito attratto l'attenzione di Abirban Maitra, studioso di primo piano su questa patologia. Il test ha dimostrato di funzionare come un classico test di gravidanza e di poter scoprire la presenza di mesotelina. Grazie a Jack, forse, nel prossimo futuro si potrebbe avere un test di basso costo, veloce ed efficace per individuare precocemente un tumore così complesso da scoprire in fase iniziale e trattare.
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