venerdì 14 febbraio 2014

Nanotech per combattere il cancro

Nanotech per combattere il cancro 

Materiale editoriale - Descrizione e modalità di aggiornamento

Preservare le parti sane del corpo concentrando l'azione del farmaco ad azione citotossica esclusivamente nelle aree in cui ci sono cellule neoplastiche. Sembra un sogno poter programmare approcci terapeutici di questo tipo, ma siamo già nel mondo della realtà grazie ai "nano-trasportatori" intelligenti, che si fanno carico di trasportare il farmaco anti-neoplastico esattamente dove serve, evitando che gli effetti della molecola si disperdano nell'organismo. Un esempio di questa innovativa strada di ricerca viene dagli studi dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e del CNR: la ricerca condotta dagli scienziati romani è stata pubblicata sulla rivista Nanoscale e conferma come ormai si sia già andati oltre i primi studi eseguiti solo su modelli sperimentali. I ricercatori romani sono infatti già arrivati ad applicare questo approccio, per ora non disponibile in clinica, sul melanoma, al fine di potenziare l'azione del chemioterapico cisplatino associato ai nanovettori. Questi vengono "costruiti" a partire da una proteina umana, la ferritina, che ha la capacità di essere biodegradabile e per nulla tossica per il corpo. In pratica la ferritina funzione da trasportatore di farmaco. Per far sì che possa essere in grado di rilasciare il chemioterapico esclusivamente nelle parti desiderate, la ferritina viene dapprima aggregata ad un anticorpo monoclonale specifico per le cellule del melanoma. Poi, quando ha a disposizione questo guida che lo porta esattamente all'obiettivo, il nanovettore viene caricato con il farmaco che viene quindi rilasciato esclusivamente là dove davvero serve. Il risultato che si spera di ottenere in futuro è duplice: da un lato rendere più efficace il trattamento, dall'altro limitarne la tossicità.
Combattere il cancro

lunedì 16 dicembre 2013

Quando gli alimenti favoriscono il colon irritabile

Quando gli alimenti favoriscono il colon irritabile 

Materiale editoriale - Descrizione e modalità di aggiornamento


Per chi soffre della classica "colite" - con questo termine viene definito volgarmente il colon irritabile - occorrerebbe fare attenzione anche ai carboidrati. In particolare a quelli a catena corta, che entrano in diretto contatto con il microbiota intestinale e quindi vengono "sottoposti" a trattamenti specifici da parte dei batteri eubiotici. Il risultato può essere un eccesso di fermentazione, che provoca la formazione di gas, la successiva tensione dell'intestino che quindi provoca dolori addominali. Sarebbe questo il meccanismo fisiopatologico alla base del colon irritabile, almeno stando a quanto riporta una ricerca condotta all'Università Monash di Melbourne, apparsa su Gastroenterology. L'indagine ha preso in esame trenta pazienti con colon irritabile confrontando gli effetti di una dieta a basso contenuto di alimenti ricchi in carboidrati a catena corta, in confronto a quanto avveniva in una popolazione di controllo del tutto normale. In seguito alla dieta la situazione clinica dei pazienti è migliorata, con una diminuzione dei disturbi legati al colon già dopo pochi giorni di trattamento. Il problema è che per arrivare ad un'alimentazione povera di carboidrati occorre eliminare dall'alimentazione quotidiana numerosi alimenti, a partire dai derivati del frumento per arrivare fino ai formaggi freschi e a vegetali come quelli della famiglia delle crocifere e a frutta di uso diffuso, come mele e pere. Per questo, secondo Silvio Danese, responsabile del centro di ricerca e cura delle malattia infiammatorie croniche intestinali presso l'Istituto Humanitas di Rozzano, occorre attenzione prima di prescrivere una dieta di questo tipo da sostenere per tempi prolungati. "E' necessario valutare gli effetti a lungo termine delle restrizioni suggerite sui sintomi del colon irritabile" - ricorda l'esperto, sottolineando come sia necessaria "una valutazione multidisciplinare per non creare problemi nutrizionali nel tempo".
Colon Irritabile