Influenza, tutta colpa di un gene
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La scoperta è di alcuni ricercatori inglesi: se ci si ammala tanto o poco d'influenza dipende da un gene, insomma è scritto nel nostro DNA. L'influenza, la malattia più comune al mondo, può avere effetti molto diversi sulle persone e sui sistemi immunitari e adesso lo studio, pubblicato su Nature, chiarisce il perché. Gli scienziati dell'università di Edimburgo e del Wellcome Trust Sanger Institute di Cambridge hanno scoperto che dipende tutto dalla mutazione del gene IFITM3.
I ricercatori hanno analizzato il DNA di 60 pazienti ricoverati in terapia intensiva per influenza. Il loro gene IFITM3 era quasi sempre mutato e quindi non produceva abbastanza proteine che impediscono al virus di espandersi ai polmoni. Per una riprova, gli scienziati hanno tolto IFITM3 al DNA di alcuni topi cavia e poi li hanno infettati con un normale virus influenzale. Tutti gli animali sono morti in breve tempo. La buona notizia è che la mutazione è piuttosto rara.
Lo studio dimostra per la prima volta il legame tra un gene e il sistema immunitario. Una scoperta importantissima perché in futuro tutti potrebbero analizzare il proprio DNA in cerca del gene mutato e chi ne è portatore potrà evitare spiacevoli e potenzialmente pericolose complicazioni grazie ai vaccini disponibili.
Articolo Micomedicina
giovedì 2 maggio 2013
mercoledì 1 maggio 2013
Screening del cancro colon-retto alternativo alla colonscopia
Screening del cancro colon-retto alternativo alla colonscopia
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A Chicago, al megaconvegno dei radiologi nordamericani (Rsna) è stata presentata la possibilità di sostituire l'invasiva colonscopia con lo screening del cancro colon-retto. Uno dei progressi nella diagnostica delle immagini, annunciati al convegno e presentati da Salute di Repubblica. «Si tratta, - spiega Salute - come ricorda l'indagine conoscitiva avviata dalla Sirm, Società dei radiologi italiani, di una "metodica in fase di validazione clinica ma di fatto entrata nell'uso di molte realtà". È un'apparecchiatura di Tomografia computerizzata (Tc) con un software di analisi che "srotola" virtualmente il colon per permettere al medico di visualizzare l'intera parete interna: durata 15 minuti, due scansioni (in posizione prona e supina)». Tra le altre tecnologie utilizzabili, vengono elencate anche la Risonanza magnetica e l'associazione Pet/Tc, che evidenzia alterazioni metaboliche prima delle eventuali modificazioni anatomiche.
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A Chicago, al megaconvegno dei radiologi nordamericani (Rsna) è stata presentata la possibilità di sostituire l'invasiva colonscopia con lo screening del cancro colon-retto. Uno dei progressi nella diagnostica delle immagini, annunciati al convegno e presentati da Salute di Repubblica. «Si tratta, - spiega Salute - come ricorda l'indagine conoscitiva avviata dalla Sirm, Società dei radiologi italiani, di una "metodica in fase di validazione clinica ma di fatto entrata nell'uso di molte realtà". È un'apparecchiatura di Tomografia computerizzata (Tc) con un software di analisi che "srotola" virtualmente il colon per permettere al medico di visualizzare l'intera parete interna: durata 15 minuti, due scansioni (in posizione prona e supina)». Tra le altre tecnologie utilizzabili, vengono elencate anche la Risonanza magnetica e l'associazione Pet/Tc, che evidenzia alterazioni metaboliche prima delle eventuali modificazioni anatomiche.
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