lunedì 10 giugno 2013

Scoperto a Roma gene che aumenta il rischio di ictus

Scoperto a Roma gene che aumenta il rischio di ictus 

Materiale editoriale - Descrizione e modalità di aggiornamento

Ricercatori dell'Università Cattolica - Policlinico Gemelli di Roma hanno scoperto tre mutazioni di un gene (TNFRSF11B) che si associano a un'aumentata produzione nel sangue di una proteina chiamata "osteoprotegerina" causa di un più alto rischio cardiovascolare. L'osteoprotegerina favorisce l'accumulo del calcio sulle pareti arteriose e quindi la formazione di placche di arterosclerosi che, in caso di rottura, possono causare eventi cerebrovascolari come l'ictus. Infatti gli individui che presentano una di queste tre varianti geniche dell'osteoprotegerina, singolarmente, hanno un rischio da 3 a 6 volte più elevato di sviluppare eventi ischemici cerebrali rispetto alla popolazione generale. Inoltre, la contemporanea presenza delle tre varianti geniche ad alto rischio nello stesso individuo incrementa di quasi 60 volte il rischio di ictus ischemico. Sono i risultati di una serie di studi condotti dal gruppo del professor Giovanni Ghirlanda, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Medicina Interna e Angiologia e del Servizio di Diabetologia del Policlinico universitario "A. Gemelli", il più recente pubblicato sulla rivista internazionale Human Genetics e condotto su un gruppo di pazienti diabetici. Questi risultati sono stati presentati ieri oggi in occasione della Giornata della Ricerca 2013, promossa dalla Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università Cattolica, quest'anno dedicata a "Le basi farmacologiche, genetiche e cliniche della terapia personalizzata". Sul fronte della prevenzione, lo studio del gene per la osteoprotegerina e delle sue varianti presenti nella popolazione può permettere di individuare le persone che hanno un più elevato rischio vascolare e che in futuro potrebbero quindi beneficiare di un più stringente programma di prevenzione secondaria e terapeutico. Tutto ciò nell'ottica della terapia personalizzata.
Articolo

Nessun commento:

Posta un commento